
Un piano Marshall digitale per l’Europa
All’Europa manca un’azione economico-finanziaria comune. Il settore high tech è l’unico che può rilanciare l’integrazione, estendendo il Digital Marshall Plan ad altri paesi come il Regno Unito e i Balcani

All’Europa manca un’azione economico-finanziaria comune. Il settore high tech è l’unico che può rilanciare l’integrazione, estendendo il Digital Marshall Plan ad altri paesi come il Regno Unito e i Balcani

Negli ultimi 10 anni, il Bitcoin ha attraversato diverse “vite” in termini di percezione del mercato: da asset spazzatura a bene rifugio, da valuta di regolamentazione a strumento finanziario. Queste “vite” corrispondono a modelli diversi in termini di profili di rischio-rendimento, ovvero a regimi finanziari diversi […]

In un mondo attraversato da mutamenti geopolitici rapidi e profondi, Donald J. Trump si conferma come uno degli attori più dirompenti sulla scena globale. Con una strategia che coniuga protezionismo economico, diplomazia bilaterale e proiezioni di potenza, Trump ridefinisce i confini della leadership americana secondo logiche di vantaggio tattico immediato. Dalla guerra dei dazi alla nuova diplomazia nel Medio Oriente, dalla legittimazione delle criptovalute alle mire sull’Artico, il suo approccio si fonda su una visione transazionale e pragmatica del potere, in cui la pace, l’economia e la tecnologia diventano strumenti di un’unica, coerente narrazione.

Le nuove politiche della Trumponomics e la riorganizzazione globale guidata dalla geofinanza non si limitano alla guerra dei dazi. Il principale campo di battaglia su cui si scontrano i maggiori conglomerati industriali e finanziari sono ambiente, società e gestione aziendale (ESG) […]

La recente decisione di Donald Trump di introdurre dazi di entità variabile (dal 10% al 50%) su prodotti provenienti da 180 paesi ha generato forti turbolenze nei mercati finanziari e scossoni negli equilibri geopolitici. In molti hanno definito la mossa del Presidente USA una follia, una scelta illogica che tra l’altro rischia di vanificare l’obiettivo che ha conquistato il sentimento della maggioranza dell’elettorato: riportare gli Stati Uniti a una nuova “età dell’oro”, che, per gli statunitensi, si colloca in un passato neanche troppo remoto (basta tornare agli anni ’90, successivi al crollo dell’Unione Sovietica ma precedenti all’ascesa dell’economia cinese)…

Nei primi anni 2000, l’Australia aveva trovato nella Cina, che allora si trovava all’inizio di un percorso di crescita straordinario, un partner commerciale di primo piano per l’acquisto delle proprie risorse minerarie, elemento al centro dell’economia di Canberra, tanto da condizionare le fluttuazioni valutarie del paese. Tale legame commerciale, tuttavia, negli anni si sta trasformando in una situazione di dipendenza, che presenta almeno due problemi: la Cina sta adottando una policy di maggiore autosufficienza e, quindi, ha ridotto le proprie importazioni di materie prime, oltre a essersi lanciata in una politica più aggressiva sul piano militare, sia per quanto riguarda Taiwan che il quadrante indopacifico, entrando sempre più in tensione con il blocco a trazione Usa nella regione. L’Australia, oggi, a due mesi dalle elezioni, si trova dunque in una posizione molto delicata e sarà probabilmente costretta a modificare le proprie politiche di gestione dell’industria estrattiva, orientandosi verso misure di nazionalizzazione. […]

Il modello gravitazionale offre un nuovo modo di valutare i rischi nazionali e regionali nel nuovo ordine mondiale
Le alleanze politiche globali si formano e si riformano ogni giorno. Si tratta di un caleidoscopio geopolitico, in cui le implicazioni per l’Europa – politicamente ed economicamente – prendono una nuova forma ad ogni angolo. Nell’eurozona, con il suo fatturato annuo del debito pubblico di circa 1 trilione di euro, questi cambiamenti rafforzano o indeboliscono alternativamente la probabilità di una sua continuazione – e quella della sua moneta. Mentre l’equilibrio del potere globale si sposta, sembra appropriato iniziare a misurare che […]

Pur non essendo solitamente al centro del dibattito geopolitico, l’Irlanda svolge un ruolo strategico di raccordo non solo tra il Nord America e l’Europa, ma anche tra l’Unione Europea e il Regno Unito nel contesto post-Brexit.
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